mazzmarill

Mazzmarill

Illustrazione: Benedetta Giammarco

Lu“il”, nella maggioranza dei sottogruppi linguistici abruzzesi mazzmarill o mazzemarille (a seconda delle scuole di pensiero riguardo la scrittura delle lingue autoctone) è una sorta di folletto, per certi aspetti assimilabile al leprecauno, che abita l’Abruzzo e il Molise.

Addirittura al Castello di Palmoli, a novembre, si celebra “La notte dei mazzmarill”, una serata dedicata alle superstizioni e all’esoterismo.

Alcune voci dicono che siano bambini morti senza battesimo che tornano in vita in questa forma, andando in giro a fare dispetti, ma anche indicando la posizione dei tesori, come quello leggendario di Re Manfredi di Svevia a Castel Manfrino, a Valle Castellana, in provincia di Teramo.

Questa creaturina dal classico berretto rosso a punta ha inoltre una similitudine con la Pantafica: anche lui è un essere associato alle angosce notturne per quanto in modo meno preponderante rispetto alla vecchia strega dall’abito bianco. Si tratta più di uno spirito incubo, o almeno così ne parlano Petronio Arbitro e altri, ma viene anche associato ai lari e ai penati degli antichi romani. Ciò prende particolarmente senso se si prende un altro nome di questo esserino, Laurieddhu, come viene chiamato nell’area ionico-salentina.

In effetti, per quanto il mazzmarill sia protagonista di leggende proprie che hanno a che fare con il territorio degli Abruzzi (come appunto la storia che racconta che il folletto sia a conoscenza della precisa ubicazione del tesoro manfrediano), si tratta comunque di una creatura che con varie manifestazioni abita tutto l’antico territorio dell’antica Lega Italica, spingendosi anche un po’ più a Sud. Altri nomi sono Scazzamauriello (Irpinia), Munaciello (Napoli), Scazzamuridd (nord della Basilicata) e tanti ancora, ognuno con le sue piccole singolarità legate al territorio e ad altre influenze.

Aspetti che li accomunano tutti, oltre al cappello rosso e all’appartenenza al gruppo di creature notturne a cui piace sedersi sul ventre dei dormienti, è l’aspetto minuto, delle dimensioni di un bambino di tre o quattro anni, dall’aspetto però di ragazzino o di un omino brutto e peloso, spesso scalzo, ma dalla grande forza.

Ai nostri mazzmarill piace nascondersi tra gli alberi, e oltre a condurre verso indicibili ricchezze se per qualche motivo gli piacciamo, portano anche notizie dal mondo ultraterreno o avvertono di un pericolo. La loro presenza è annunciata da fruscii, rumori di rami spezzati, scricchiolii e tocchi sulle pareti, ed è davvero meglio non farsi spaventare e sperare di godere della loro benevolenza o, come accennato prima, diventano davvero dispettosi, nascondono e rompono oggetti o rubano il cibo agli animali di casa. Inoltre, per evitare che vengano a disturbare il sonno, è sempre il caso lasciargli delle pantofole o dei sassolini.

Nonostante siano creature notturne, l’eventualità di incontrarne uno non è nulla: in quel caso, per i più audaci, c’è la possibilità di provare a strappargli dalla testa il berretto rosso, cosa che li porterebbe a svelare il modo per raggiungere i famosi tesori. Tuttavia, si tratta pur sempre di una creatura dei boschi che non ha una naturale affezione per gli esseri umani, per cui va fatta attenzione: la possibilità che il Mazzmarill di turno vi stia confondendo è decisamente meno remota dei suoi tesori.

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