manipolazione-sui-mercati-finanziari

Manipolazione sui mercati finanziari

Illustrazione: Camilla Mastromonaco

Chi muove i prezzi e come

Nello strano mondo del commercio di strumenti finanziari esiste un’opzione chiamata “short selling”, o vendita allo scoperto, che consente a un individuo o a una società di puntare sul ribasso potenziale di un titolo senza possederne quote.

Facendo un esempio pratico per capire meglio: è come se chiedessi a qualcuno di prestarmi la sua macchina per un dato periodo di tempo, così da venderla a prezzo di mercato e riacquistarla in futuro a prezzo più basso per poi renderla al suo possessore; in caso di successo io guadagnerei dalla differenza di prezzo, in caso di salita del valore della macchina invece, con la scadenza dell’accordo, sarei costretto a ricomprarla a prezzo maggiore.

Presentata con questo esempio “privato”, questa operazione appare del tutto innocente, ma sui mercati la realtà è ben altra, specialmente considerando il fatto che spesso si parla di somme non indifferenti che hanno un impatto importante sui prezzi di un titolo.

Perché?

Il principio di domanda e offerta sul quale si basano i prezzi può sbilanciarsi da un lato o dall’altro in base alla richiesta: se “tutti” vogliono comprare un titolo viene immessa tanta liquidità, l’offerta si abbassa e il prezzo si alza, ma se al contrario “tutti” vogliono vendere (perché attraverso lo “short” si sta comunque vendendo, anche se qualcosa che non si possiede) e di conseguenza l’offerta è alta, il prezzo scende.

Se il valore di mercato di un titolo (e ricordiamo che dietro la parola “titolo”, ossia strumento finanziario, ci sono sempre un’azienda, dei lavoratori, qualcosa di concreto insomma) diminuisce oltre una data soglia, il titolo potrebbe arrivare al “delisting”, Una società può anche optare per il “delisting” per motivi interni, ma non è il caso che stiamo trattando ossia la revoca dalle contrattazioni in borsa.

 

Ora, il problema si pone quando quei “tutti”, che appositamente ho inserito prima tra virgolette, sono un grande “hedge fund”,In poche parole, un fondo di investimenti privato o fondo speculativo, che gestisce miliardi di dollari, e che quindi può immettere tutta quella liquidità sul mercato, a tutti gli effetti manipolandolo Sicuramente qualcuno non sarà d’accordo con questa mia affermazione, ed è proprio per questo che scrivo quest’articolo, per aprire un dibattito e decidendone l’orientamento, per il concetto di sbilanciamento di domanda e offerta che abbiamo esplicitato prima.

Già nei primi del novecento Richard D. Wyckoff teorizzò la figura del composite man, o uomo composito:

 

“[…] all the fluctuations in the market and in all the various stocks should be studied as if they were the result of one man’s operations. Let us call him the Composite Man, who, in theory, sits behind the scenes and manipulates the stocks to your disadvantage if you do not understand the game as he plays it; and to your great profit if you do understand it.”

“[…] tutte le fluttuazioni (movimenti) nei mercati e in tutti i titoli dell’azionario dovrebbero essere studiate come se fossero il risultato delle operazioni di un solo uomo. Chiamiamolo l’uomo composito, il quale, in teoria, è dietro le quinte e manipola le quotazioni a tuo svantaggio se non capisci il gioco che sta giocando, a tuo grande vantaggio se lo comprendi.”

 

In pratica, ci sarà sempre qualcuno che, con una disponibilità di liquidi infinitamente superiore dei “retail”, o investitori al dettaglio, manipolerà il prezzo di un dato strumento finanziario in modo da poterne trarre profitto.

Non voglio proporre esempi noti come il grande “short” di $GME (quotazione sul NYSE di GameStop Corporation), ma potrei proporre un esempio grafico di manipolazioni che avvengono giornalmente sul mercato dei “foreign exchange”, o cambi valutari:

Questo è il grafico a candele giapponesi Faccio un breve excursus per far sì che si comprenda meglio: le candele giapponesi sono uno strumento che permette la visualizzazione sintetica delle contrattazioni di un dato strumento finanziario in un dato lasso di tempo (in questo grafico, per esempio, ogni candela ha un valore informativo di trenta minuti), sono composte da un corpo (rettangolo colorato) e da ombre (linee nere sopra e/o sotto il corpo) e si leggono in questa maniera: le candele a corpo verde indicano la chiusura delle contrattazioni nei trenta minuti a favore del rialzo, perciò la base del rettangolo indica l’apertura, la fine del rettangolo indica la chiusura, le candele a corpo viola indicano la chiusura delle contrattazioni nei trenta minuti a favore del ribasso, qui la base del rettangolo indica la chiusura e la fine del rettangolo indica l’apertura, in entrambi i tipi di candela, le ombre indicano zone di prezzo raggiunte prima della chiusura del cambio valutario euro/yen.

Il grafico è diviso in due parti: la prima, evidenziata con il colore azzurro, contiene una manipolazione Si comprende che sia una manipolazione dal fatto che il mercato assume, per un breve periodo di tempo, un grande numero di contrattazioni univoche: solamente “long” (l’opposto di uno “short”, quindi il semplice acquisto di unità di uno strumento finanziario, in modo tale da guadagnare sul loro ipotetico rialzo) o solamente “short”, questo tipo di mercato è inefficiente, ossia non segue una struttura di mercato regolare “short” data da una grande immissione di liquidità, al suo interno ho indicato con una freccia una prima candela “short” che vuole indurre i “retail” a seguire l’andamento di quel prezzo, con un’ellisse una candela detta “hammer” (perché ha la forma di un martello) che è, in pura teoria, un indicatore di rialzo del prezzo, in sintesi una trappola, visto poi l’andamento del prezzo.

In questo modo, coloro che hanno manipolato il mercato, hanno tratto profitto dalle posizioni chiuse in perdita dei “retail” durante la candela “hammer”, che hanno generato attraverso l’apertura di ordini “long” in perdita, data la discesa del prezzo.

In pratica, i manipolatori hanno tratto guadagno dalla discesa del prezzo, ma hanno posizioni ancora aperte in perdita.

Per questo, nella seconda parte del grafico, evidenziata con il colore verde, avviene una “mitigazione”, ossia l’attesa che il prezzo torni, attraverso un ritracciamento più o meno lento, nella zona dove sono state aperte le operazioni in perdita (ellisse gialla), in maniera tale da poterle chiudere a pari o in leggera perdita.

Per concludere, sui mercati esiste chi ha più potere degli altri e può manipolare, guadagnando dalle perdite altrui, come avviene in molti altri ambiti.

A questo punto dovremmo chiederci se queste manovre precedentemente illustrate, che sono pienamente legali e solo nel caso di alcune irregolarità vengono multate a cifre irrisorie, siano eticamente non colpevoli: poiché, da un lato, va considerato nell’ambito dei “retail” che perdono soldi investendoli, non perfettamente consci delle realtà a cui vanno incontro, il discorso della “legge del più forte”, banalmente: pesce grande mangia pesce piccolo, soldi intelligenti vincono su soldi stupidi, ma allo stesso tempo, è corretto che i grandi fondi (e intendo anche le grandi banche d’investimento) guadagnino dalle perdite della gente comune? Che facciano soldi attraverso una competizione assolutamente non ad armi pari?

Qualcuno vorrebbe che tutto ciò cambiasse, come la community di Wallstreetbets, che organizzò il sopracitato “pump” Acquisto di massa di un titolo, in maniera tale da farne salire il prezzo del titolo $GME; vedremo se in futuro le cose cambieranno e si evolveranno in un’ottica più cooperativa.

Condividi questo articolo!

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *