introduzione-e-premesse

Introduzione e premesse

Illustrazione: Valentina Chiccarelli

La storia dell’Arte europea è stata per moltissimo tempo dominata da una visione quasi esclusivamente maschile e i nomi femminili hanno sempre fatto fatica ad emergere tra i grandi nomi dell’Arte. Sono pochissime, ad esempio, le donne che sappiamo essersi dedicate alla pratica artistica durante il medioevo. Possiamo citare la badessa Hildegarda di Bingen, la quale decorò con pregiate miniature i propri scritti, o la laica Bourgot le Noir, figlia di Jean le Noir dal quale imparò l’arte delle miniature. 

Andando avanti nel tempo, sono già più noti, ma pur sempre rari, nomi come quello di Artemisia Gentileschi o Rosalba Carriera

Ma durante il Novecento, e in particolare con l’avvento del femminismo radicale di seconda ondata sul finire degli anni ‘60, è possibile osservare un progressivo ed esponenziale avvicinamento e inserimento di artiste all’interno di un sempre più complesso sistema artistico. 

I motivi di questa progressiva conquista possono essere ricercati in alcune radicali rotture che il mondo dell’arte del XX secolo ha con quello precedente. 

In primo luogo, nel corso del ‘900 si affievoliscono fino a scomparire quasi del tutto le istituzioni artistiche, che invece avevano dominato la produzione artistica dell’800, come l’Académie Royale o i Salon in Francia. Prendendo come esempio proprio i Salon, non stupisce il fatto che molte delle artiste che troviamo attive nell’europa di fine ottocento aderiscano a correnti anti-istituzionali come quella impressionista

L’accesso alle accademie era infatti quasi esclusivamente limitato agli uomini, se non rari casi come quello di Angelika Kauffmann alla Royal Academy of Arts

La perdita di influenza da parte delle istituzioni porta ad una perdita totale di un canone unico e l’emergere di un sistema dell’Arte basato su logiche di mercato in senso capitalista e con idee e metodi neoliberisti

È questo cambiamento che porterà le opere d’arte ad essere concepite come beni di consumo e gli artisti a dover diventare imprenditori di sé stessi. 

Partendo da questo legame con i meccanismi capitalistici è possibile individuare due tendenze nella produzione artistica, a volte in contrasto tra loro a volte in sintonia: da un lato l’uso dei meccanismi di produzione nella creazione e ideazione delle opere, dall’altro una reazione culturale alla pervasività di questi meccanismi nell’Arte. 

 

Questo è chiaramente spiegato da Hal Foster nel volume Art Since 1900:

As a matter of facts, the way art is produced and marketed has been

commodified, since art must follow the rules of any commodity in the free market, but there has also been an ever growing number of artists concerned with commodities, as it is almost impossible for contemporaries not to reflect on the meaning of a commodified reality that appears to pervade human everyday experience

È un dato di fatto che il modo in cui l’arte è venduta e commercializzata è stato “commodificato”, dato che l’arte deve seguire le regole di qualsiasi merce nel mercato libero, ma c’è stato anche un considerevole aumento di artisti preoccupati dai beni di consumo, poiché è quasi impossibile per i contemporanei non riflettere sul significato di una realtà  “commodificata” che sembra pervadere l’esperienza quotidiana umana.  

 

Si può quindi intuire come il disgregarsi delle istituzioni, una maggiore facilità d’ingresso nel campo dell’arte, un’esplosione di definizioni dell’arte e una tendenza alla critica al capitalismo crearono una miscela perfetta per favorire l’avvento l’avvento di un’arte strettamente legata al movimento femminista. 

In questa rubrica cercheremo di dare una visione quanto più possibile ampia e solida di una Storia dell’Arte femminista stricto sensu, ossia legata al movimento sociale, filosofico  ed ideologico che prese piede a partire dalla fine degli anni ‘60, fornendo nomi di artiste e teoriche e un’approccio diretto con opere e scritti; gli articoli saranno infatti corredati di immagini delle opere trattate e riporteranno passaggi di alcune delle più importanti pensatrici femministe e progrediranno in senso tematico più che cronologico. 

Condividi questo articolo!

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *