aperitivo-politico

Il discorso di Giorgia Meloni

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“Underdog”

Il 25 ottobre Giorgia Meloni ha ottenuto la maggioranza alla Camera dei Deputati con 235 voti a favore. Il suo discorso programmatico ha delineato gli intenti di questo nuovo Governo. Trovo giusto e opportuno soffermarci sui punti che la nostra nuova premier ha toccato. Apre la sua dissertazione sottolineando di essere la prima donna a capo dell’Italia, definendosi, poi, “underdog”, ad indicare la sua figura di persona sfavorita che ha ribaltato tutti i pronostici. Promette di continuare ad agire in questa direzione, con il coraggio che certamente a lei e alla sua squadra non manca e con la consapevolezza della sfida che le condizioni del Paese impone. 

Europa e Ucraina

Tiene subito a precisare le sue idee sul posizionamento che questa nazione ha in Europa e su quello che, invece, dovrebbe avere: rialzare la testa e farsi valere, a mio avviso, sintetizza in modo efficace ciò che ha voluto trasmettere. Fa l’esempio di San Benedetto “un italiano, patrono principale dell’intera Europa”, un po’ come dire che anche i Santi favoriscono la nostra importanza. Figura che, forse, sarebbe stato meglio non scomodare, anche solo per il rispetto delle innumerevoli identità culturali, oltre che religiose, che costellano l’Unione Europea e l’Italia stessa. Procede ribadendo la difesa e il supporto all’Ucraina nella resistenza all’invasione russa,  ma nelle sue parole è trapelante un certo opportunismo: “L’Italia continuerà ad essere partner affidabile in seno all’Alleanza Atlantica, a partire dal sostegno al valoroso popolo ucraino che si oppone all’invasione della Federazione Russa. Non soltanto perché non possiamo accettare la guerra di aggressione e la violazione dell’integrità territoriale di una nazione sovrana ma perché è il modo migliore per difendere anche il nostro interesse nazionale.” 

Economia e fiscalità

Si sposta, dopo queste parole, su due temi che le stanno di certo a cuore: economia e fiscalità. 

“Sarà necessario mantenere e rafforzare le misure nazionali a supporto di famiglie e imprese, sia sul versante delle bollette sia su quello del carburante. Un impegno finanziario imponente che drenerà gran parte delle risorse reperibili, e ci costringerà a rinviare altri provvedimenti che avremmo voluto avviare già nella prossima legge di bilancio. Ma oggi la nostra priorità deve essere mettere un argine al caro energia e accelerare in ogni modo la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e la produzione nazionale.” Non le si può negare la puntualità di ciò che dice, ma a parole, anche abbastanza vaghe, vista la mancanza di proposte concrete, come le hanno sottolineato Enrico Letta e Giuseppe Conte, ahimè, sono bravi in molti: è nei fatti che poi si valuterà l’operato della nostra premier, come lei stessa ha asserito. Fa una puntualizzazione che poco fa credere negli obiettivi ecologici e nella possibile transizione alle energie rinnovabili: “voglio credere che dal dramma della crisi energetica possa emergere, per paradosso, anche un’occasione per l’Italia. I nostri mari possiedono giacimenti di gas che abbiamo il dovere di sfruttare appieno.” Aggiunge l’elenco delle possibilità alternative, visto il grande patrimonio del Mezzogiorno di sole, vento, calore della Terra, bloccate da “burocrazia e veti incomprensibili”. Potere al gas, dunque, e potere alle rinnovabili: a quale delle due la nostra premier darà precedenza? Non si può pensare di far evolvere entrambe allo stesso modo, nello stesso tempo, portandole al loro massimo potenziale. Che, poi, sia discutibile (per essere clementi) l’importanza del gas, è una piccola innocua aggiunta. 

Prosegue con la presentazione dei tre pilastri su cui vuole far poggiare il nuovo patto fiscale: “poggerà su tre pilastri. Il primo: ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie attraverso una riforma all’insegna dell’equità. Il secondo: una tregua fiscale per consentire a cittadini e imprese in difficoltà di regolarizzare la propria posizione con il fisco. Il terzo: una serrata lotta all’evasione fiscale”. Come riuscirà a fare tutto questo non è dato saperlo, nonostante lei e la sua squadra fossero ben consapevoli della sfida che li attendeva e della lotta per riuscire a farlo loro, questo Minotauro tutto italiano. Con l’opposizione si auspica un lavoro proficuo e fatto di confronto, ma meglio tenerli all’oscuro dei progetti concreti e delle magiche pozioni che nascondono dietro la schiena, così, per divertirsi un po’. Agli esterni alla Camera che l’hanno voluta ascoltare in diretta, e che magari si sono posti qualche oggettiva domanda, lo ha già detto precedentemente: dopo cinque anni potranno rimproverarle ciò che non ha fatto. 

Proficuo lavoro con l’opposizione, dicevo, certo, ma affrontando la questione del presidenzialismo, o semipresidenzialismo, tiene a sottolineare: “ma sia chiaro che non rinunceremo a riformare l’Italia di fronte ad opposizioni pregiudiziali.” Mi avrebbe stupito il contrario, visto quanto è stata decantata questa volontà durante la campagna elettorale, ma l’aggiunta un po’ alla “decido io (noi) e zitti” credo faccia cadere le belle parole sul confronto. La dicitura “opposizioni pregiudiziali” non giustifica questa asserzione: voler proteggere la Costituzione, a mio avviso, non riguarda in alcun modo i pregiudizi che si possono avere nei confronti di un partito politico e dei suoi componenti. 

Istruzione e famiglia

Su istruzione e merito ho già detto qualcosa nel precedente articolo che evidenzia il mio disappunto, ma il nostro Presidente si stupisce di quanti, come me, la reputano una sbagliata scelta, se non di intenti, quantomeno lessicale. 

Sul tema della famiglia, che non poteva assolutamente mancare, le sue parole continuano a non stupire: “C’è un’istituzione formativa importante, forse la più importante. Ed è la famiglia. Intendiamo sostenerla e tutelarla. E con questa sostenere la natalità. Serve un piano imponente, economico ma anche culturale, per riscoprire la bellezza della genitorialità e rimettere la famiglia al centro della società. Un nostro impegno è aumentare gli importi dell’assegno unico e universale e di aiutare le giovani coppie ad ottenere un mutuo per la prima casa, lavorando progressivamente per l’introduzione del quoziente famigliare.” Ah, che bella questa età contemporanea, se non si dimentica che da sempre, nell’ottica meloniana, una famiglia è composta da una mamma e un papà, e non, mi raccomando, i famosissimi “genitore 1, genitore 2” (necessariamente genitori, mi pare ovvio). Saranno anni in cui continuerò a chiedermi cosa sarebbe successo se il progresso ci fosse stato anche su questi temi. 

Covid 

Il Covid è un tasto dolente che non si può escludere dalle problematiche del nostro Paese. Forte dei dati, la Meloni sottolinea come il modello adottato in questi ultimi anni viene condannato a pieni voti e non sarà mai replicato in alcun modo. 

Immigrazione e diritti

Interessanti le parole sull’immigrazione: “Rimuovere le cause che portano i migranti, soprattutto i più giovani, ad abbandonare la propria terra, le proprie radici culturali, la propria famiglia per cercare una vita migliore in Europa.” Quanta somiglianza con le conosciute “aiutiamoli a casa loro”, forse non troppo recenti, ma pur sempre attuali. 

I diritti sono essenziali e “vedremo alla prova dei fatti, anche su diritti civili e aborto, chi mentiva e chi diceva la verità in campagna elettorale su quali fossero le nostre reali intenzioni.” Ma speriamo, Giorgia, speriamo davvero. Non vedo l’ora di essere smentita su queste paure: queste, e molte altre, ad essere onesti. 

Mafia: “cancro” dell’Italia

Compare, finalmente, un attacco alla mafia, definita “cancro” della nostra nazione, ma mai nominata, neanche implicitamente, in campagna elettorale. Forse si riteneva non fosse necessario parlarne, dandola per scontata, ma dal nulla all’essere una priorità suona come una presa di posizione necessaria per contrastare eventuali critiche. Roberto Saviano nei mesi estivi ha sottolineato e denunciato varie volte la mancanza di attenzione ad un tema tanto fondamentale da parte di tutte le forze politiche scese in campo. Trovo estremamente pericoloso questo atteggiamento e mi auguro che le parole della premier non si rivelino, davvero, solo un paraurti opportunistico. 

Regimi antidemocratici

Ho già ripercorso le origini di Fratelli d’Italia nel mio primo articolo per questa rubrica in cui ho ritratto il nostro Presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa. Sono la prima a dire che ognuno di noi è differente, a partire dal punto di vista caratteriale fino ad arrivare alle ideologie, specialmente se politiche, ed è, quindi, ovvio che io mi renda conto che La Russa e Meloni sono due persone distinte. Sono convinta anche, però, che gli alleati si scelgano con cognizione di causa, lungimiranza e vicinanza ideologica. Non penso che si possa fondare un partito con una persona dalle ideologie estremamente opposte alle nostre. Non basta dire “non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici”, anche perchè reputo ininfluenti tali parole, vista la loro poca, a mio avviso, validità come condanna: non solo non si dovrebbe provare simpatia, ma si dovrebbero proprio condannare certi passati neri e obbrobriosi. Il fascismo non può essere qualcosa di antipatico, dovrebbe essere qualcosa di schifoso da cui allontanarsi senza dare alcun dubbio agli uditori. 

Un lungo discorso 

Tanti i temi affrontati, tante le necessità del nostro Paese, tanti i suoi problemi.

Un discorso da stimare per la coerenza con quanto detto in campagna elettorale, ma che poco aggiunge alle urlate incitanti dei palchi di piazza.

È solo l’inizio e il primo piccolo passo di Giorgia Meloni come capo del Governo: tanti buoni propositi, condivisibili o meno, ma, come detto anche all’inizio, a parole sono bravi in molti, sono i fatti che dimostreranno se c’è davvero competenza e se questo è davvero il Governo dei migliori, con il miglior Presidente possibile. 

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