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I Pretuzi

Illustrazione: Benedetta Giammarco

I Pretuzi, il popolo dal cui nome (forse) deriva la parola Abruzzo,ad Praetutium, ovvero terra dei Pretuzi. risiedeva principalmente in quella che oggi è l’area di Teramo, tra i fiumi Tronto e Vomano. Affini ai Vestini per la discendenza sabina e ai Piceni per l’origine proto-sabellica e da strette relazioni commerciali e militari.

Nonostante probabilmente dall’appellativo di questo popolo derivi quello della nostra regione, come spesso accade in questi casi, non sappiamo molto sull’origine del nome in sé. Forse viene dall’antico emporio-crocevia (e poi città principale dei Pretuzi) Praetut,in seguito Interamnia Praetutiorum e infine Teramo.ma anche qui si porrebbe nuovamente la questione dell’etimologia. Tutto ciò che sappiamo sulla loro lingua è che era simile al Piceno.dalle iscrizioni ritrovate a Penna Sant’Andrea e a Monte Giove.

Per quanto concerne le origini del popolo, risalgono alla Preistoria, e come avremmo continuato a fare tutti noi in seguito, anche i primi Pretuzi erano pastori, principalmente nomadi; talvolta anche agricoltori stanziali di collina, che poi diventeranno molto famosi per la loro produzione di grano. 

All’arrivo dei proto Umbri nel XI secolo a.C. giunge anche la conoscenza della lavorazione del ferro.

Ciò che è certo, è che come tutti gli altri popoli umbro-sabelli, l’espansione pretuziana nel territorio è dovuta principalmente alla pratica del Ver Sacrum.i giovani nati in un periodo particolare, che fosse di magra, come una carestia, o che fosse al contrario un periodo ricco e di fertilità, venivano consacrati agli dei con un voto specifico che gli imponeva, raggiunta la maggiore età, di allontanarsi dalla tribù e fondare un nuovo insediamento. Sotto l’insegna di un animale totemico, i nuovi villaggi si moltiplicavano, ma senza mai scordare le antiche origini comuni: basta pensare all’unità ritrovata nella Lega Italica durante la Guerra Sociale,si vedano gli scorsi articoli a proposito. a cui presero parte anche i Pretuzi, non contenti delle condizioni politiche e sociali a seguito della prima annessione romana nel 289 a.C..

C’è da dire però che il territorio dei Pretuzi poteva vantarsi già ai tempi di avere due antiche città fortificate con mura megalitiche, in un’era di case di legno: Trentum, fondata dagli Illiripopolo dell’attuale Croazia. (tra Martinsicuro e Colonnella) e Hat, divenuta poi Hatria, l’attuale Atri. Quest’ultima pare che sia stata fondata addirittura dai Siculi, popolo antichissimo dalla grande ricchezza culturale, proveniente dall’area egea e da quella anatolica.

Circolavano anche ipotesi su un’origine fenicia di Praetut, smentite però dal fatto che i Fenici non avevano altre colonie in quella zona e soprattutto non le costruivano mai se non sul mare. Le testine puniche trovate (ciò che aveva iniziato questa supposizione) sono, in effetti, prodotti di scambio con i Cartaginesi, con cui i Pretuzi erano in contatto commerciale, oltre ad aver combattuto per loro come mercenari contro i Romani in più occasioni.

Questo aspetto guerresco era evidentemente molto importante per loro: grazie agli scavi nella necropoli di Campovalano,frazione di Campli (TE) abbiamo ritrovato oggetti e dipinti che testimoniano un esercito ben organizzato, con una grande fanteria e un equipaggiamento omogeneo.

Il loro carattere bellicoso e la dedizione al mercenarismo sono evidenti anche da quelle che erano le divinità più venerate, come Mamerte (Marte) ed Ercole, di cui sono state rinvenute numerose rappresentazioni. Chiaramente erano affiancate da divinità rurali e domestiche, come Vestea (Vesta), Silva, dea delle foreste, e Diana.

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