controcorrente

Controcorrente

Illustrazione: Giorgia Liuzzo

La figura emblematica dell’antieroe

Esiste sempre un personaggio, che in un modo o nell’altro, attira l’attenzione del pubblico più intensamente degli altri. Di sicuro ci riesce per il linguaggio più colorito, per la lingua salace, per la satira pungente o perché è differente dalla massa di protagonisti, costruiti con lo stampino. Una personalità complessa nella sua semplicità, incastrata nel limbo tra bene e male, con problemi comuni e una vita complicata. L’antieroe per eccellenza in equilibrio tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, in lotta con sé stesso per l’egoismo che lo lega solo alla sua vita e a quella delle persone importanti per lui.

L’antieroe raffigura quindi un personaggio che manca di determinate qualità tipiche dell’eroe, come altruismo, lealtà, idealismo, coraggio, nobiltà e forza d’animo o addirittura dimostra qualità opposte, tipiche dell’antagonista. Ma a differenza di queste due figure, lui non si trova in una zona morale ben definita, si frappone in una zona grigia, in bilico tra bontà e malvagità. Generalmente il suo punto di forza diviene proprio la sua dubbia moralità, che lo fa percepire come un protagonista umano e tentato dai desideri più oscuri. Forse è proprio per questo che viene acclamato e protetto dal pubblico come il beniamino per eccellenza e in qualche modo si finisce per empatizzare per lui. Un altro punto a favore è sicuramente il fatto che l’antieroe non viene percepito come il peggiore della storia ma anzi, come colui che deve sconfiggere il nemico. 

Si ha la convinzione che questa figura esista solo nelle opere cinematografiche, ma non è proprio così. Anche nella letteratura è presente in versioni più o meno contorte, come in “Don Chisciotte della Mancia”, ovvero un romanzo spagnolo di Miguel de Cervantes, pubblicato in due volumi, nel 1605 e 1615. Proprio Don Chisciotte diverrà un antieroe a cavallo, che nonostante la sua follia insegna a noi lettori a guardare oltre la realtà dei fatti, per come essa ci appare. O è possibile percepirlo in Zeno, ovvero il protagonista del romanzo psicoanalitico “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo, pubblicato nel 1923. Svevo ha creato un antieroe problematico, a tratti nevrotico e costantemente inadeguato dalla propria incapacità di smettere di fumare. 

Come nella letteratura anche nei fumetti, soprattutto nei manga, è possibile individuare questa figura. Uno dei più famosi è senza ombra di dubbio Saitama, protagonista del manga “One-Punch Man”, realizzato da One, ovvero lo pseudonimo di un fumettista giapponese di cui non si conosce l’identità. All’apparenza risulta un ragazzo tranquillo e abbastanza debole, ma in realtà si rivela ad ogni scontro il più forte, capace di stendere ogni nemico con un solo pugno. Questa caratteristica lo rende il più temibile ma anche annoiato e depresso, incapace di provare soddisfazione per le sue vittorie. Inizia a svolgere il ruolo di eroe solo per hobby, dopo aver insegnato al suo allievo Genos il segreto per la sua immensa forza fisica. Un manga leggero e divertente sebbene celi dei messaggi profondi, come la genuinità di Saitama. Lui, pur di proteggere la reputazione degli eroi dell’Associazione, finisce per farsi odiare da tutti i cittadini della sua nazione.

Nonostante queste apparizioni in altri panorami, la presenza più costante della figura dell’antieroe si trova proprio nel cinema. Risulta comune incontrare personaggi così contorti in molti film, non solo nel ruolo di comparsa ma anche come protagonisti veri e propri. Uno dei più famosi e conosciuti è proprio Deadpool, dell’omonimo film del 2016 diretto da Tim Miller e successivamente quello del 2018 diretto da David Leitch. Entrambe le pellicole sono basate sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel Comics e fanno parte del mondo degli X-Men. Deadpool, chiamato anche il Mercenario chiacchierone, risulta l’antieroe per eccellenza, soprattutto per il suo carattere discutibile e la sua parlantina pungente e indifferente dei sentimenti altrui. Si preoccupa soprattutto per la sua vita e quella delle poche persone che lo circondano, come la sua fidanzata Vanessa o il suo amico Weasel, colui che gli suggerirà il nome Deadpool. Un protagonista particolare che in realtà dietro al suo umorismo nero nasconde un cuore buono e la paura costante di non riuscire più ad essere felice.

Un altro antieroe del cinema è sicuramente Venom, protagonista dell’omonimo film del 2018 diretto da Ruben Fleischer e successivamente del sequel del 2021, diretto da Andy Serkis e antagonista del terzo film di Spiderman del 2007. La pellicola è l’adattamento cinematografico dei fumetti Marvel, dove ricopre il ruolo di uno degli antagonisti di Spiderman. Nonostante sia considerato un cattivo, nei film nel quale è protagonista sembra avere una parte magnanima e buona. Venom è un Simbionte, ovvero una razza immaginaria di parassiti amorfi extraterrestri, che per continuare a vivere devono unirsi con gli umani. Così incontra il giornalista investigativo Eddie Brock con il quale si fonde. La vicinanza con Eddie o forse la sua natura meno violenta, renderanno Venom mansueto e propenso a difendere la Terra dai suoi simili. 

La figura così emblematica e contorta dell’antieroe penso sia la chiave principale del successo dei film e delle opere letterarie citate precedentemente. Esso riesce, in modo inusuale e inaspettato, a comprendere lo spettatore e a lasciarci un senso di empatia all’interno del nostro cuore, come se fossimo in un modo o nell’altro attratti da queste caratteristiche ambigue.

 

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